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Dall'Indicatore Mirandolese di Elisa Pederzoli

Quercus petraea, quercus pubescens, quercus frainetto e altri 18 tipi di quercia. Poi cupressus sempervirens, ulmus, una sequoia gigante fino ad arrivare a 604 specie di piante, in parte autoctone e in parte originarie di diverse parti del mondo. Tutto nel cuore delle campagne di San Biagio, in un appezzamento di 21mila metri quadri tra i Comuni di Mirandola, San Felice e Medolla.
Sono questi i numeri del giardino botanico che da qualche anno è sorto lungo l’antica via Imperiale, all’angolo con via Getta. Siamo nella zona della Pìca, da cui naturalmente non poteva che prendere il nome. A dare il via a questa straordinaria avventura è stato un gruppo di appassionati ed esperti, oggi riunito sotto il nome dell’associazione “La Pìca giardino botanico”, che presto diventerà una Onlus. Nel week end del 26 e 27 maggio si terrà la presentazione ufficiale. “E’ un’idea che avevamo da tanto tempo – spiega il dottor Giorgio Cavazza, tra i fondatori – e vuole essere un omaggio alla natura: per rinaturalizzare il nostro ambiente e renderlo più bello”. Assieme a Giorgio ci sono Adriano Cazzuoli, perito agrario e direttore scientifico del giardino, il biologo Valerio Borghi, il professor Dario Sonetti dell’Università di Modena e Reggio, Roberto Pecorari, Giuseppe Facchini, Giorgio Grilli, Dionigi Bedin, Carmen Stefanini, Carla Accorsi, Patrizia Casari e Claudio Cavazza. Sono loro i promotori di un progetto che ha già coinvolto l’Università e l’orto botanico di Modena: è già iniziata infatti la collaborazione con il dottor Daniele Dallai e il professor Carlo Del Prete per attività scientifiche e didattiche finalizzare alla valorizzazione del patrimonio ambientale locale.
La piantumazione ha seguito un disegno ad anfiteatro: dal prato centrale di dipana una ragnatela di sentieri che suddividono l’area in 70 grandi aiuole. Ai margini è stato ricreato il bosco planiziale e una zona umida. In futuro verrà costruita una serra e un’aula didattica. “L’obiettivo è arrivare a 2000 spiecie di piante: se almeno l’80% andasse a buon fine riusciremmo a creare uno tra i più interessanti giardini botanici d’Italia” spiega Cavazza. Il 26 maggio alle 17, nell’auditorium del castello dei Pico, si terrà la presentazione ufficiale, a cui parteciperanno numerosi ospiti. Il giorno seguente, alla stessa ora, il giardino verrà festeggiato sul posto.
I volontari per l’occasione metteranno a dimora un albero. “Si tratta di un Ginko Biloba, una pianta tanto antica da essere considerata un fossile vivente. Per la tradizione orientale è di buon auspicio – ci spiega il biologo Valerio Borghi - speriamo che possa esserlo anche per il giardino della Pìca”.