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Domenica 21 Ottobre 2012 - Un giardino "biodiverso": come occuparsi di uno spazio verde all'insegna del risparmio energetico ed ecologico


Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Dipartimento di Scienze della Vita Orto Botanico E Giardino Botanico La Pìca ONLUS

Il giardino è uno dei luoghi più adatti a ritrovare tempo per sé stessi, costruendo un rapporto semplice e profondo coi fenomeni naturali. L'amore per le piante e la consapevolezza legata al rispetto ambientale si coniugano sempre più spesso nell'idea di una cura del giardino più attenta agli sprechi: risparmiare sull'acqua per innaffiare un prato, sul calore necessario per riscaldare una serra o riutilizzare come fertilizzanti e pacciamanti i residui degli sfalci e delle potature , non sono soltanto risparmi economici, ma anche "risparmi ecologici", per affrontare il nostro debito verso l'ambiente.
D'altro canto, soprattutto nelle aree a grande sviluppo economico come la pianura padana, dove il paesaggio è costituito da un mosaico di insediamenti umani in una matrice monotona e innaturale, molte specie considerate "locali", in quanto storicamente diffuse, si trovano oggi in popolamenti ridotti e in habitat sempre più rari e isolati.
Se in questo contesto ci sentiamo a disagio, può sollevarci pensare al Giardino non solo come un luogo per appagare noi stessi, ma soprattutto come un luogo per le piante, che ne costituiscono l'essenza e che, oltretutto, sono lì per nostra scelta, per esigenze di arredo o perché viste in qualche catalogo… E se una, inaspettatamente, si espande in modo più veloce e invasivo, si tratterà di un'aliena o di una essenza locale che vorrebbe riappropriarsi dei propri spazi, contribuendo a incrementare la "naturalità" del giardino?
L'archetipo del giardino "naturale" non è di certo nuovo, se si pensa al movimento dell'English Cottage Garden e alle idee di William Robinson (1838-1935) espresse nel libro "The wild garden" (1870). Le piante impiegate, però, non erano necessariamente autoctone, e il termine "naturale" veniva prevalentemente riferito all'effetto visivo delle piante che lo arredavano, disposte come se fossero cresciute spontaneamente. L'evoluzione attuale del giardino "naturale" si orienta sull'impiego di specie "autoctone", che, favoriscono anche la presenza di specie animali locali, agendo positivamente sulla conservazione della diversità biologica.
Nelle collezioni di un Orto botanico possiamo ricevere le stesse risposte e sensazioni che si colgono in un giardino o dalle piante coltivate su un balcone; in più, ci si può imbattere anche nei propaguli di una pianta importante che l'Orto coltiva perché rara o minacciata di estinzione. Questa potrà essere introdotta sul balcone, sul terrazzo o in giardino; in questo modo aumenteremo le sue probabilità di sopravvivenza e custodiremo un lembo di natura minacciata dalla nostra "civiltà".

PROGRAMMA
Ore 11.00, Giardino Botanico La Pica (loc. San Biagio in Padule, San Felice sul Panaro - MO): Visita guidata al Giardino La Pica e alle sue collezioni, seguita da dibattito libero sugli aspetti più interessanti osservati e/o emersi dal confronto tra i partecipanti (a cura di Adriano Cazzuoli)
Il percorso si snoda attraverso le aiuole tematiche, la siepe perimetrale piantumata a cespugli autoctoni di diverse specie, l'area a libera evoluzione, la serra mediterranea e la serra tropicale, la zona umida che ospita le specie acquatiche autoctone, l'"orto sinergico", la collezione di frutti e viti antichi.
Informazioni:info@giardinolapica.it

Ore 16.00: Visita guidata introduttiva alle collezioni dell'Orto botanico di Modena (a cura di Fabrizio Buldrini).
Attraverso esempi di piante coltivate nell'Orto Botanico di Modena, verrà presentata una panoramica sulle esigenze ecologiche e sugli adattamenti all'ambiente dei vegetali. Durante la visita ai settori tematici, al parterre e all'arboreto, verranno evidenziate le specie autoctone ed esotiche più diffuse e utilizzate nell'arredo verde e saranno illustrati esempi di adattamenti morfo-anatomici a condizioni climatiche e ambientali particolari.
Seguirà una breve presentazione degli Erbari e delle collezioni storiche, in particolare come fonte documentaria della distribuzione attuale e pregressa della flora autoctona.
Informazioni: Dott. Fabrizio Buldrini c/o Orto Botanico, tel. 0592056006 fabrizio.buldrini@unimore.it

Ore 17.00, Aula Storica dell'Orto Botanico di Modena (accesso dai Giardini Pubblici): Conversazione sul tema: Giardino ecologico, collezioni botaniche & fiori sul balcone
Introduce: Daniele Dallai (Dip. di Scienze della Vita - Orto Botanico, Univ. di Modena e Reggio Emilia).
Interventi di:
Elisabetta Sgarbi (Dip. di Scienze della Vita, Univ. di Modena e Reggio Emilia)
Eraldo Antonini (Agronomo Paesaggista)
Adriano Cazzuoli (Curatore del Giardino Botanico La Pica Onlus)

Dal wild garden al wild garden: breve storia dell''idea di "giardino naturale" (E. Antonini)
William Robinson, nel 1861, lasciò Dublino per lavorare ai Botanical Gardens di Regents Park a Londra, ove si occupò delle piante erbacee rustiche (che potevano adattarsi al clima inglese) e in particolare della flora spontanea britannica. Fu in seguito a questo prestigioso incarico che elaborò la sua idea di "wild garden", in cui le piante venivano fatte crescere come se fossero in una situazione naturale, le une vicine alle altre, fuori degli schemi formali e senza lasciare spazi per la vegetazione spontanea, regolarmente diserbata. Il "wild garden", oltre a piante della flora britannica, prevedeva anche piante di provenienza lontana, come ad esempio l'erba della Pampa (Cortaderia selloana) e le anemoni giapponesi. L'evoluzione odierna di "giardino naturale", che si sta facendo strada anche in Italia, è data dall'impiego esclusivo, nella realizzazione dei giardini, di specie appartenenti alla flora locale: un passo in avanti, in tema di conservazione della biodiversità, nei confronti del giardino di Robinson. Molte piante della flora locale, infatti, sono utili anche per il sostentamento di insetti e piccoli animali e rappresentano vere e proprie nicchie per la sopravvivenza di animali la cui permanenza sul territorio è stata fortemente compromessa dall'espansione dei centri abitati e dall'agricoltura monocolturale.

Il Giardino Botanico La Pica Onlus: aspetti teorici e pratici per un "giardinaggio ecosostenibile" (A. Cazzuoli)
Nel cuore delle campagne di San Biagio, in un appezzamento di 21000 metri quadri tra Mirandola, San Felice e Medolla nella provincia di Modena, è nato nel 2007 un giardino botanico, che ha tra i suoi fini la promozione di attività di tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente della bassa pianura modenese. Sono ormai un migliaio le specie coltivate nel giardino, distribuite in 81 aiuole, due serre, una zona umida e un'area a libera evoluzione. Sono inoltre presenti un "orto sinergico", una collezione di frutti e viti antichi di circa 100 cultivar, un apiario didattico.
Sulla base delle esperienze acquisite verranno offerte idee ecologicamente corrette e spesso semplici ed economiche sui seguenti temi: 1) La moltiplicazione delle specie ornamentali; 2) Il giardino naturale; 3) Lo specchio d'acqua in giardino; 4) L'Orto sinergico di Fukuoka; 5) Esperienze pratiche di coltivazione in vaso

Piantiamo un seme in giardino: curiosità botaniche sulla germinazione dei semi (E. Sgarbi)
Un seme è un meraviglioso "pacchetto" che consente all'embrione (la futura piantina) di sopravvivere, anche per lungo tempo, anche in condizioni ambientali avverse. Il seme rappresenta una straordinaria opportunità per le piante di diffondersi, nello spazio e nel tempo, e di esplorare nuovi ambienti e nuove possibili condizioni di vita. Quali sono i meccanismi biologici che consentono al seme di rimanere vitale, aspettando il momento più opportuno per germinare e dare origine ad una nuova pianta? Che cosa sono i semi quiescenti e dormienti e quali implicazioni ci sono per chi si dedica a "piantare un seme in giardino"?

Informazioni: Dott. D. Dallai (Orto Botanico di Modena) tel. 059.2056006; fax 2056005 daniele.dallai@unimore.it
Data la capienza dell'Aula Storica, si consiglia la prenotazione.

Comitato scientifico/organizzativo: - Dott. Daniele Dallai, Prof.ssa Elisabetta Sgarbi, Dott. Eraldo Antonini, Dott. Fabrizio Buldrini, Sig. Adriano Cazzuoli, Dott. Luigi Maffettone, Dott.ssa Giovanna Barbieri