Conclusione del progetto RADICI - TRONCO - FOGLIE

Si è concluso da poco RADICI - TRONCO - FOGLIE, il progetto sostenuto dalla Regione Emilia Romagna grazie al bando "Vivi il verde" che ha supportato l'organizzazione di passeggiate patrimoniali nella nostra Regione.

Grazie al progetto abbiamo promosso passeggiate ed esperienze che hanno voluto ripercorrere la storia naturalistica del nostro territorio attraverso il passato, il presente ed il futuro proprio come un albero è composto da radici, tronco e foglie; componenti separate tra loro che funzionano solo se insieme.

Il progetto ha coinvolto la partecipazione di un centinaio di persone: tra appassionati, curiosi ed esperti che hanno potuto godere del nostro territorio durante il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale.

Durante le passeggiate abbiamo avuto un ospite speciale: direttamente dal passato è tornato Giovanni Pico della Mirandola, celebre filoso del 1400, orgoglio del nostro territorio, tornato dal passato per accompagnare i visitatori durante le passeggiate.

La prima passeggiata, sicuramente a Pico più famigliare, si è svolta ai Barchessoni di San Martino Spino, celebri e imponenti strutture che ricordano il passato delle nostre Valli, legato all'allevamento dei cavalli. La biciclettata che si è svolta in collaborazione con il CEAS "La Raganella" e con il supporto degli educatori della cooperativa "Politeama" di San Martino Spino, ha visto coinvolte diverse persone nello scoprire in modo lento, le meraviglie delle nostre Valli: vero ricordo di una agricoltura passata. Tra zone allegate, siepi, boschetti e canali abbiamo potuto respirare la vera Natura di Pianura.

La seconda esperienza si è svolta al Giardino Botanico "La Pica", la nostra oasi di Natura e "fabbrica" di ossigeno per il nostro territorio. Qui abbiamo offerto ai partecipanti laboratori che ripercorrono la tradizione contadine del nostro territorio: un laboratorio in cui abbiamo sperimentato la filatura della seta osservando da vicino i bachi e le falene e i veri telai in legno di una volta! Toccare con mano la fatica e l'impegno che costava filare la seta, ha fatto apprezzare ai partecipanti una delle economie più importanti del passato del nostro territorio. Un laboratorio molto partecipato che ha visto coinvolti gli esperti entomologi di Esapolis - il museo degli insetti viventi.

Mentre nel pomeriggio si è tenuto un laboratorio che ci ha portato alla scoperta dei grani antichi grazie a Gabriele dell'agriturismo Arcadia, sapiente custode delle tradizioni contadine e di essenze perdute. Un laboratorio concreto, per osservare da vicino e toccare con mano il sapere dell'arte contadina.

Data l'aria frizzantina e autunnale la merenda offerta dalla Frolleria di Mirandola a base di the caldo, tisane e tipica ciambella ha sicuramente rallegrato gli animi e riscaldato mani e cuori!

Uno sguardo al presente ci ha poi condotto alla Stazione Ornitologica Modenese "Il pettazzurro", oasi naturalistica e protetta dove la natura vive e prospera. Una passeggiata naturalistica, dai colori e suoni autunnali. Grazie a Eleonora Tomasini - naturalista e guida ambientale escursionistica- e i volontari della Stazione Ornitologica, abbiamo visitato le valli e ci siamo soffermati nei capanni per fare birdwatching: ovvero l'osservazione della avifauna in natura senza disturbo. I partecipanti sono rimasti entusiasti della quantità di specie e di colori che animano le nostre Valli, un modo per conoscere e quindi proteggere questo nostro tesoro nascosto.

Infine ci siamo catapultati nel futuro, dove grazie ai ragazzi di Cincillà Record il Giardino Botanico si è riempito di installazioni visive/sonore per addentrarci nel futuro e di quello che succederà se non agiamo tutti insieme per prevenire i disastrosi effetti del cambiamento climatico.

Grazie ai visori di realtà virtuale aumentata, i partecipanti hanno potuto avventurarsi nel futuro con lo sguardo, mantenendo i piedi nel presente. Una simbologia che ha voluto farci capire quanto potere abbiamo oggi, per poter decidere come sarà il nostro futuro!

Grazie a tutti e tutte le partecipanti, alla Regione Emilia Romagna per aver promosso questo progetto, alla Cooperativa CPL che da sempre crede nei valori del nostro territorio sostenendo il Giardino ed ai Comuni di Mirandola e San Felice sul Panaro: da sempre promotori di iniziative volte a valorizzare la nostra pianura!

Vi aspettiamo al prossimo progetto.

Progetto: Radici - Tronco - Foglie

Un’occasione per riscoprire, scoprire e immaginare la Natura del nostro territorio: questo è l’obiettivo che l’associazione Giardino Botanico “La Pica” propone con il progetto Radici – Tronco – Foglie, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando ViVi il Verde – passeggiate patrimoniali 2025.

Accompagnati da Pico della Mirandola, tornato simbolicamente dal passato, i partecipanti vivranno quattro passeggiate dedicate alla riscoperta della natura di ieri, di oggi e di domani.

Non perdete l'occasione di vivere delle esperienze in natura, per riscoprire la bellezza del nostro territorio.

Di seguito troverete il programma completo delle iniziative.

12 ottobre 2025 – Radici contadine
Visita in bicicletta con partenza dal Barchessone Vecchio alle ore 16:30 verso il Barchessone Portovecchio e la sua collezione di strumenti della tradizione equestre e contadina.
Seguirà una degustazione offerta dal CEAS presso il Barchessone Vecchio.
📍 È possibile noleggiare gratuitamente le biciclette in loco (via Zanzur, San Martino Spino – Mirandola).
Prenotazioni:


26 ottobre 2025 – Radici di seta e di grano
Una giornata di laboratori didattici per adulti e bambini alla riscoperta delle antiche tradizioni contadine della bassa modenese:

Durante il pomeriggio sarà presente ANFFAS con il truck “La Frolleria”, che offrirà dolci e bevande calde.

📍 La giornata si svolgerà interamente al Giardino Botanico “La Pica”, in via Imperiale 650, San Felice sul Panaro.

Tutti i laboratori sono gratuiti, con prenotazione obbligatoria:


9 novembre 2025 – Tronco vivente: tra ali e radici
Biciclettata con partenza dal Giardino Botanico “La Pica” (via Imperiale 650, San Felice sul Panaro) alle ore 9:30 per scoprire la vita delle piante in autunno.
L’arrivo è previsto alla Stazione Ornitologica Modenese “Il Pettazzurro” (via Montirone 3, Mortizzuolo) alle ore 11:30, dove si osserverà l’avifauna del territorio.

📏 Il percorso è di circa 8 km. È possibile partecipare anche raggiungendo le tappe in autonomia con mezzo privato.
Evento gratuito con prenotazione obbligatoria:


30 novembre 2025 – Foglie del domani
Passeggiata esperienziale dedicata al futuro della natura: attraverso installazioni interattive e visori di realtà aumentata, i partecipanti saranno invitati a riflettere su come le scelte di oggi influenzeranno l’ambiente di domani.

Le installazioni saranno visitabili dalle 14:30 alle 17:00. Durante l’evento verranno offerte castagne e vin brulè.

📍 La giornata si svolgerà interamente al Giardino Botanico “La Pica”, in via Imperiale 650, San Felice sul Panaro.


Evento gratuito con prenotazione obbligatoria:

A tutti i partecipanti verrà consegnato il PassFoglia un piccolo passaporto simbolico che accomapgnerà le esperienze delle quattro passeggiate.

Ogni evento frequentato lascerà un timbro-ricordo sul PassFoglia.
Chi parteciperà ad almeno tre appuntamenti avrà inoltre la possibilità di dedicare un albero del Giardino Botanico “La Pica”: il proprio nome, o quello di una persona cara, sarà legato per sempre a una pianta del giardino come segno di radicamento e cura per la natura.

PassFoglia realizzato da Arcobaleno ASP

Informazioni e prenotazioni

Le passeggiate e i laboratori sono ad accesso libero, ma con prenotazione obbligatoria.
Contatti:


Partner e sostenitori

Il progetto è realizzato dal Giardino Botanico “La Pica” con il contributo della Regione Emilia-Romagna (L.R. 7/2020) nell’ambito di Passeggiate Patrimoniali – Natura e Cultura, in collaborazione con ANFFAS, Cincillà Records, CEAS La Raganella, Stazione Ornitologica Modenese “Il Pettazzurro”, con il patrocinio dei Comuni di Mirandola e San Felice sul Panaro.

Un progetto di lotta biologica con gli insetti ausiliari al Giardino La Pica

Tutti sappiamo ormai che la globalizzazione comporta alcuni vantaggi economici ed alcuni problemi; uno dei meno conosciuti, e comunque sottovalutati, consiste nell’ introduzione di specie aliene in nuovi continenti.

Ad un’analisi superficiale, qualcuno potrebbe anche pensare che un insetto o una pianta in più non sono certo paragonabili alla delocalizzazione del lavoro, alla crisi energetica o ad un crack finanziario, e invece, se questo corrisponde quasi sempre a realtà, qualche volta ha conseguenze enormi.

Lymantria dispar

L’Europa e l’Italia certo non sfuggono a questo fenomeno crescente: in pratica tutti gli anni arriva dall’Asia, dall’Africa o dall’America qualche nuovo organismo che va ad alterare l’equilibrio ecologico costituito, con possibili conseguenze per l’agricoltura (Xylella fastidiosa, cimice asiatica) e non solo (zanzara tigre, siluro).

L’ultimo arrivato, in pianura padana, è un minuscolo insetto del gruppo delle cocciniglie chiamato aleirodide nero (Aleurocanthus spinosus); la sua patria d’origine è l’Indonesia, da dove ha trovato un passaggio sulle solite chiatte di legname.

Il suo clima di origine è più caldo, ma siccome si tratta di una specie molto adattabile, che si trova sulle catene montuose fin verso i 3000 metri di altezza, ha dimostrato di superare tranquillamente i nostri inverni sempre più miti sotto lo stadio di uova attaccate alle foglie secche sul terreno e sulle gemme.

In aprile da queste uova sgusciano ninfe senza ali che si fissano sulla pagina inferiore delle foglie di numerose piante, infiggono uno stiletto nelle cellule del parenchima e succhiano la loro linfa una ad una come se fossero tante lattine di birra.

Tanto si riproduce la bestia, e tanto è piccola ed insignificante per i predatori generalisti (uccelli, ragni, vespe, lucertole), che in estate, in molti casi, riesce a succhiare più acqua di quella che la pianta può prendere dal terreno, e, complice anche la sempre più frequente siccità, la porta alla morte.

Nei frutteti viene tenuta sotto controllo dai trattamenti antiparassitari che si fanno per gli altri insetti, ma nei giardini e nei parchi, dove non si può o non si riesce a fare trattamenti chimici efficaci, è un vero flagello: figuriamoci per un giardino botanico complesso come quello che curiamo da quindici anni.

In un paio di estati, nonostante alcuni trattamenti con prodotti a base di piretro, e di olio bianco, sono morti numerosi biancospini, edere, peri, meli, sorbi e agrumi. Numerose altre specie hanno perso rami e sono in uno stato di evidente sofferenza. In un ettaro, superano il miliardo di individui.

Allora ci è venuta l’idea dell’arma intelligente: un lancio, se possibile, di un antagonista naturale. Tre ne sono stati individuati: un acaro predatore, che ha però il limite di diffondersi poco (gli acari non volano) e di essere pertanto adatto soltanto per l’uso all’interno delle serre; un calcidoideo della famiglia Aphelinidae, che parassita le ninfe piuttosto efficacemente ma mal si adatta alle brinate invernali, quindi il suo uso è consigliato soltanto al sud ed in Sicilia; una minuscola coccinella nera (Delphastus catalinae), che preda tutti gli stadi (uova ninfe, adulti), vola e si adatta a freddo.

Siamo riusciti a reperirla alla biofabbrica “Bioplanet” di Cesena, al costo di circa dieci centesimi cadauna. Pensiamo di lanciarne 12.000, verso i primi di maggio, forse, tempo permettendo, sabato sette maggio.

Il successo di questa operazione non è scontato; se il nemico, infatti, si è prontamente adattato, non è detto che lo stesso avvenga anche per il suo predatore, ma è l’ultima arma che ci resta per tentare di rimediare all’ignoranza e alla superficialità dell’attuale dinamica economica globale.

Una di queste coccinelle può mangiarsi anche un centinaio di ninfe al giorno, purtuttavia, se non dovessero riuscire a riprodursi, faranno fuori al massimo un milione di aleurocanti al giorno, che tradotto, alla fine dell’estate fanno un decimo degli aleurocanti presenti.

Solo riproducendosi, potrebbero diventare 50, 70 o centomila e volare su ogni foglia.

Vedremo, siamo tutti curiosi. Forse il successo sarà parziale, e non essendo agricoltori, forse potremo accontentarci. Oppure arriverà un altro distruttore esotico ancora.

Per il momento, non possiamo che darvi appuntamento al sette di maggio, sperando che il tempo sia bello, per vedere il volo di migliaia di coccinelle… all’arrembaggio!

Adriano Cazzuoli è Direttore scientifico della ODV La Pica Giardino Botanico, entomologo appassionato è autore di  ‘Calcidoidei d’Italia’, Volume primo (2016) e secondo (2021).

Nel 2020 ha condotto una sperimentazione sulla vespa samurai presso Giardino la Pica e Cooperativa agricola Arvaia di Bologna. (i risultati sono consultabili su richiesta)

Collabora con Università di Bologna e Regione Emilia Romagna in progetti di agrobiologia.

Consulente di Villa Fortuna, di San Salvatore Monferrato, nel progetto ‘Regenerating Villa Fortuna’

Diplomato presso l’Università di Sheffield da  Natural History Museum of London su ‘Taxonomy and Biology of parasitic Hymenoptera nel 1993.

Dal 1993 a tuttora collabora con il Natural History  Museum di Londra in progetti di tassonomia.

Per contatti tel. 3703434743

Email: adrianocazzuoli@gmail.com